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Qualche speranza per le zone alluvionate di Pirri.

Nella riunione del Consiglio di Municipalità del 7 gennaio 2010, alla presenza dell’Assessore ai Servizi Tecnologici Giagoni e del dirigente del servizio competente, si è discusso (per l’ennesima volta) dei problemi di dissesto idrogeologico che affliggono la frazione.
Come si sa, questa è un’annosa questione che sembra non trovare mai soluzione.
Il Comune finalmente, seppur con anni di ritardo, ha presentato alla Regione la richiesta di finanziamento del famoso progetto redatto in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali (CINSA), dell’Università di Cagliari.
Sette anni di ritardo, da quando nell’ottobre del 2002 Pirri subì una prima devastazione alluvionale.
Sedici milioni di euro che affrontano i problemi, non una volta per tutte, a livello sistemico e infrastrutturale.
Non una volta per tutte, l’Assessore ha ammesso che tutto ciò non azzererà il rischio di altre alluvioni, però servirà a migliorare la situazione. La montagna partorisce un topolino!
In attesa che i tempi burocratici permettano l’avvio del lavoro complessivo, non si dimentichi che un appalto di tale portata soggiace a rigorose procedure previste dalla legge, l’amministrazione comunale procederà con stralci funzionali. In sostanza suddividerà il lavoro per lotti più piccoli che sono soggetti a vincoli burocratici meno stringenti.
Un milione di euro sarà investito per aumentare parte del collettore che da via Stamira arriva sino a via Caracalla e quindi al canale di Terramaini. I fondi permettono di cantierare all’incirca la metà dei lavori.
Meglio tardi che mai, sperando che i calcoli dei tecnici siano corretti e che la situazione migliori per davvero.
I cittadini sperano e intanto pregano che non piova troppo.

Emanuele Armeni