Davanti ad un nutrito pubblico, che ha sollecitato una discussione sulle tematiche riguardanti i processi d’acquisto ed approvvigionamento dei consumatori, si è svolto l’interessante dibattito sui GAS (gruppi d’acquisto solidale). I relatori hanno affrontato efficacemente le varie sfaccettature sul tema, ad iniziare dal commercio equo e solidale, che investe i modi in cui i nostri consumi incidono sull’ambiente e sul mondo, analizzando gli aspetti sociali e ambientali su come quel determinato bene è stato prodotto.
In Italia esistono 611 gruppi di acquisto solidale, in Sardegna 8, dei quali solo 2 sono a Cagliari. “Ma che cos’è un GAS?” Si domanda Nino Demurtas, uno dei promotori dell’iniziativa. “Il GAS è un modo diverso di fare la spesa, dove viene valorizzato l’aspetto umano e non solo il consumo. Induce ad un acquisto critico e non passivo. Contribuisce a ridurre gli sprechi, il superfluo, a ridurre i costi del consumatore finale e a rispettare l’ambiente. ” Il concetto di “chilometro zero” è uno degli aspetti peculiari dei GAS, riduce i costi di trasporto e impatta positivamente in termini di rispetto ambientale.
Anche il produttore al quale si rivolgo i tali gruppi di acquisto deve avere caratteristiche ben precise: essere certificato, rispettare l’ambiente e avere produzioni biologiche, cioè che non utilizzino concimi chimici e sostanze non naturali e che non abbiano produzioni o.g.m..
E l’aspetto della certificazione è stato affrontato da Pietro Tandeddu, coordinatore regionale di Copagri. Tandeddu ha posto l’accento sulla tipicità delle produzioni locali, che per definizione sono prive della spietata concorrenza globale. Ha sottolineato l’importanza delle certificazioni territoriali, come ad esempio i marchi IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione geografica protetta), che permettono alle produzioni locali di essere identificate a livello globale. Ha fatto l’esempio dei vini cannonau e vermentino, che potrebbero anche essere imitati altre parti del mondo, ma si tratterebbe appunto di un’imitazione. Quindi, secondo Tandeddu, la risposta alla globalizzazione è data nell’investimento in qualità, innovazione, nuove tecnologie di produzione e specificità.
Per l’Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Cagliari, Piero Comandini, il modo in cui si determina la scelta di effettuare un acquisto è un modo di fare politica. In questo caso in modo partecipato. Attraverso strumenti cooperativi per affrontare l’attuale crisi economica che si manifesta in una riduzione dei consumi. Si pensa quindi ai bisogni delle famiglie. Secondo Comandini, soprattutto a Cagliari, la campagna è alle porte della città. Il Parteolla, il Campidano e la Trexenta sono vicine e quindi la teoria del “chilometro zero” è facilmente attuabile. “Sostenere le produzioni agricole impedisce lo spopolamento delle campagne.” Si rileva che il Piano di Sviluppo Rurale della Sardegna è tra i più innovativi d’Europa, perché mette a sistema l’agricoltura, l’artigianato e il turismo.
La Provincia è intervenuta sostenendo i GAL (gruppi di animazione locale), dove c’è il pubblico e il provato assieme. I GAL possono lavorare in sinergia con i GAS, per creare quella filiera corta indispensabile per far funzionare correttamente i GAS stessi e per sostenere i produttori in modo diretto.
Emanuele Armeni
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