«La Provincia di Cagliari assumerà tutte le iniziative necessarie a riaffermare il diritto dei sardi alla continuità territoriale e all'autodeterminazione in merito alle decisioni che riguardano la mobilità delle persone e delle merci». È questa la parte più importante del documento approvato all'unanimità ieri dal Consiglio provinciale, interamente dedicato alla privatizzazione della Tirrenia.
Un documento che nelle linee generali non contiene proposte concrete, né annuncia azioni di protesta. Qualche idea è arrivata dal dibattito in Aula.
«La Tirrenia - ha affermato l'assessore al Turismo, Piero Comandini - è stata regalata, perché il costo reale dell'operazione non è 380 milioni di euro. Per ora sono stati versati 20 milioni. Quello che adesso la Regione deve pretendere, e per cui anche la Provincia deve fare sentire la sua voce, sono i 576 milioni di euro legati alla continuità territoriale che non devono andare alla Cin, cordata che dal primo gennaio 2011 ha aumentato in maniera esponenziale le tariffe marittime per l'aumento di qualche centesimo del carburante. Noi - ha concluso - dobbiamo sostenere il ricorso per impugnare la vendita della Tirrenia. C'è ancora uno spiraglio, perché l'antitrust europeo dovrà ratificare la gara pubblica entro settembre».
Emanuele Armeni (Pd) se la prende con la Regione: «Stupirsi ora per quello che sta accadendo non ha senso. La Regione non ha preso da subito una posizione forte nei confronti del governo nazionale, e questi sono i risultati». «Da anni sento dire le stesse cose - afferma Mario Fadda (Udc) - qualsiasi cosa facciamo, Roma si oppone. Non siamo considerati una regione dello Stato italiano, basti pensare che dalla Corsica, per raggiungere la Francia, le tariffe sono molto più convenienti».
Alessandro Sorgia (Pdl) ha proposto un ponte aereo tra Sardegna e resto della penisola con tariffa unica per residenti e non. «Il ricorso all'Ue - ha aggiunto - è l'unico modo che abbiamo per opporci alla vendita della Tirrenia alla Cin».
Modesto Fenu (Psd'Az) evidenzia il coraggio avuto dal presidente della Regione nel lasciare il Pdl: «E bisogna fare una netta distinzione tra Governo e Stato, perché il conflitto non è col primo, ma col secondo».
«Questa vicenda - ha affermato Rita Corda (Pd) - rappresenta il fallimento dell'azione della Regione».
Piercarlo Cicero (L'Unione Sarda 3 agosto 2011)
LAVORI CONSIGLIO PROVINCIALE 2 AGOSTO SU PRIVATIZZAZIONE TIRRENIA
02 agosto 2011 - “La Provincia di Cagliari assumerà tutte le iniziative necessarie a riaffermare il diritto dei sardi alla continuità territoriale e all'autodeterminazione in merito alle decisioni che riguardano la mobilità delle persone e delle merci”. E' il dispositivo del documento, proposto e illustrato dal presidente del consiglio provinciale, Roberto Pili, approvato all'unanimità alla fine della seduta odierna del consiglio provinciale dedicata interamente alla privatizzazione della Tirrenia, come richiesto dalla commissione Programmazione, presieduta da Rita Corda. La Provincia, da tempo, aveva manifestato la sua grande preoccupazione per la vicenda della privatizzazione della Tirrenia e nel documento viene richiamata la delibera della giunta provinciale dello scorso 1° marzo, relativa alla denuncia all'Autorità garante della concorrenza e del mercato ed alla Commissione Europea per l’ipotesi di intesa restrittiva della concorrenza da parte delle Compagnie navali private operanti da e per la Sardegna e l'ordine del giorno presentato dal capogruppo di Federazione della Sinistra, Ignazio Zuddas, nella seduta consiliare dell'11 aprile, che aveva incassato il voto unanime dell'assemblea consiliare e nel quale si auspicava un intervento immediato e rapido del Governo nazionale teso a evitare la svendita della Tirrenia “La Tirrenia – ha affermato dai banchi della giunta l'assessore al Turismo, Piero Comandini – è stata regalata, svenduta perché il costo reale dell'operazione non è 380 milioni di euro. Per ora sono stati versati 20 milioni, come l'ingaggio biennale – ha ironizzato Comandini – di Francesco Totti. La vera posta in bilancio che adesso la Regione Sardegna deve pretendere, e per cui anche la Provincia di Cagliari deve fare sentire la sua voce, sono i 576 milioni di euro legati alla continuità territoriale che non devono andare alla Cin, cordata che dal primo gennaio 2011 ha aumentato in maniera esponenziale le tariffe marittime per l'aumento di qualche centesimo del carburante. Noi – ha concluso Comandini – dobbiamo sostenere con forza il ricorso per impugnare la vendita di Tirrenia. C'è ancora uno spiraglio perché l'antitrust europeo dovrà ratificare la gara pubblica entro settembre”. Nel documento odierno si esprime anche pieno sostegno all'ordine del giorno bipartisan approvato lo scorso 27 luglio dal consiglio regionale, richiamato più volte nel corso del dibattito, aperto da Alessandro Sorgia (Pdl) che ha proposto un ponte aereo tra Sardegna e resto della penisola con tariffa unica per residenti e non. “Il ricorso all'Ue – ha aggiunto – è l'unico modo che abbiamo per opporci alla vendita della Tirrenia alla Cin”. “Questa vicenda – ha affermato Rita Corda (Pd) - rappresenta il fallimento dell'azione della Regione. E' più che mai necessario arrivare all'annullamento della vendita e dobbiamo essere pronti anche ad andare a Roma per chiedere al Governo quello che ci spetta”. Ignazio Zuddas (capogruppo Federazione della Sinistra) ha ricordato che la Provincia di Cagliari è la più penalizzata da questa situazione, di mobilitazione regionale ha parlato anche Antonio Atzori (capogruppo Rossomori), di azioni eclatanti, Emanuele Armeni (Pd), secondo il quale il governo nazionale non ha alcuna intenzione di occuparsi della Sardegna.
“Dobbiamo distinguere tra Governo e Stato – ha affermato il capogruppo Psd'az, Modesto Fenu evidenziando il coraggio avuto dal presidente e dell'assessore ai Trasporti della Regione sarda nell'assumere certe iniziative - perché il conflitto è con lo Stato”, laddove Luca Mereu (Pd) ha rilevato la totale assenza di una politica regionale organica in materia di trasporti e il fatto che il bando per la gara pubblica non sia stato impugnato a tempo debito. “Dobbiamo rivendicare compatti i nostri diritti – ha aggiunto Mario Fadda (capogruppo Udc). Chiunque amministri – ha aggiunto – noi sardi siamo sempre trattati allo stesso modo” mentre il capogruppo Pd, Stefano Delunas ha ripercorso le tappe cruciali della vicenda che ha inizio nel 2009 “quando la giunta Cappellacci muove i primi passi”; “Raccogliamo l'appello all'unità e alla compattezza per sostenere i diritti del popolo sardo – ha aggiunto Sandro Serreli (Sel) - ma sappiamo anche che ci sono responsabilità precise”; d'accordo con lui Omar Zaher (capogruppo Italia dei Valori) “la responsabilità – ha detto – è in primis della Regione che doveva vigilare”. (Sardegna Reporter 02 agosto 2011)
Gli ultimi sviluppi della vendita della Tirrenia sono stati discussi anche dal Consiglio provinciale di Cagliari riunito in seduta straordinaria. L’assemblea è stata convocata su richiesta della commissione Programmazione che ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni che la vicenda potrà avere sulla già drammatica situazione della continuità territoriale dell’isola, andando a ledere il diritto dei sardi alla mobilità. L’acquisizione della Tirrenia da parte della cordata degli armatori napoletani Onorato Aponte e Grimaldi, sotto inchiesta all’antitrust per gli aumenti record delle tariffe, rischia di tramutarsi in un oligarchia sulle rotte da e per la Sardegna, come ha sottolineato la consigliera del Pd Rita Corda, pesando sulla già compromessa stagione turistica e sul diritto dei sardi e delle merci a muoversi liberamente a costi ragionevoli. La Provincia deve inserirsi in una mobilitazione istituzionale a tutti i livelli per chiedere all’Unione Europea l’annullamento della vendita, una gara internazionale con oneri di servizio che garantiscano la continuità marittima con un servizio di trasporti adeguato, e allargare la protesta alla vertenza entrate e chiedere al Governo che venga restituito alla Sardegna quanto dovuto. Le iniziative più che altro propagandistiche del governo regionale e quelle del governo nazionale che ignora i problemi della Sardegna sono state criticate dal consigliere Armeni che ha invitato i colleghi ad “un’azione eclatante” davanti al consiglio regionale perché i diritti alla mobilità sanciti dai trattati comunitari vengano fatti rispettare. (Tiscali notizie 02 agosto 2011)

